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L'Exim Manager: una figura professionale strutturata per l'internazionalizzazione

by Tatiana Frascella
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L'Exim Manager: una figura professionale strutturata per l'internazionalizzazione
L'Exim Manager: una figura professionale strutturata per l'internazionalizzazione

L'Exim Manager — Export-Import Manager — è la figura professionale che presidia la gestione strategica e operativa dei processi di internazionalizzazione di un'impresa. Nel 2021, l'Ente Italiano di Normazione ha pubblicato la norma UNI 11823, che codifica per la prima volta in Italia i requisiti di competenza, abilità e conoscenza di questa professione. È sviluppo che riflette una realtà già esistente: l'internazionalizzazione richiede competenze multidisciplinari specifiche, e queste competenze hanno standard professionali che possono essere riconosciuti e valutati.

Vale la pena articolare cosa fa concretamente questa figura, cosa la norma UNI ha codificato, e quali sono le diverse opzioni organizzative che le imprese italiane hanno sviluppato negli anni per coprire le funzioni che presidia.

Le aree di lavoro dell'Exim Manager

Le competenze dell'Exim Manager coprono diverse dimensioni dell'attività di internazionalizzazione di un'impresa.

L'analisi strategica dei mercati. Identificare opportunità in mercati esteri, valutare le specificità di ognuno, comparare alternative, comprendere dinamiche competitive e normative. È analisi che serve sia per le decisioni iniziali sui mercati da presidiare sia per il monitoraggio continuativo di quelli in cui si opera già.

La pianificazione delle strategie di ingresso. Per ogni mercato target, identificare la modalità di ingresso appropriata — export diretto, attraverso distributori, attraverso marketplace, attraverso partnership locali, eventualmente attraverso presenza diretta. Ogni opzione ha implicazioni di costo, rischio, controllo che vanno valutate.

La gestione doganale e fiscale internazionale. Classificazione doganale dei prodotti, regole di origine per gli accordi preferenziali UE, gestione del valore in dogana, documentazione doganale, fiscalità internazionale (IVA intra-UE con regime OSS, prove di esportazione per non imponibilità extra-UE, gestione del Regno Unito post-Brexit). È area tecnica con normative in evoluzione che richiede competenze specifiche.

La struttura contrattuale delle operazioni. Scelta degli Incoterms appropriati per ogni transazione, struttura dei contratti di compravendita internazionale, gestione delle modalità di pagamento (bonifico, lettera di credito, incasso documentario), eventuali contratti di distribuzione o agenzia con partner locali.

La gestione del rischio. Rischio cambio per operazioni in valute estere, rischio di credito dei clienti internazionali, rischio paese per esportazioni in mercati instabili, rischio operativo. Gestione attraverso strumenti specifici come coperture cambio, assicurazioni del credito attraverso SACE, garanzie pubbliche, eventuali strumenti finanziari di copertura.

La pianificazione finanziaria dell'export. Cash flow specifico delle operazioni internazionali con cicli di pagamento spesso più lunghi del mercato domestico, accesso agli strumenti pubblici di sostegno (SACE, SIMEST, fondi europei), pianificazione fiscale internazionale, gestione del capitale circolante.

La gestione della logistica internazionale. Selezione e coordinamento dei partner logistici per i diversi corridoi, ottimizzazione dei tempi e costi di trasporto, gestione delle assicurazioni sulle spedizioni, gestione dei resi internazionali.

Le relazioni con i partner locali. Selezione di distributori, agenti, eventuali consulenti nei mercati target, gestione della relazione nel tempo, valutazione delle performance.

Il monitoraggio continuativo. Sviluppi normativi che modificano le condizioni operative, mosse dei competitor, evoluzione della domanda, opportunità emergenti, eventuali rischi crescenti.

Articolato in questo modo, è una funzione articolata che richiede competenze multidisciplinari. Non a caso la norma UNI ha trovato pertinente codificarla professionalmente.

La norma UNI 11823:2021

La norma UNI 11823:2021 ha codificato la figura professionale dell'Exim Manager attraverso tre dimensioni principali.

Le conoscenze tecniche richieste. Diritto e procedura doganale, regolamentazione internazionale del commercio, fiscalità internazionale, tecniche contrattuali internazionali, forme di pagamento e garanzie bancarie, normativa sulle assicurazioni del credito, tecniche di analisi del mercato e benchmarking, principi di project management.

Le abilità operative. Capacità di analizzare mercati e identificare opportunità, applicare tecniche di project management ai progetti di internazionalizzazione, utilizzare strumenti digitali per la gestione delle operazioni, comunicare efficacemente in ambienti multiculturali, gestire negoziazioni complesse.

Le competenze trasversali. Pensiero strategico, capacità decisionale, gestione della complessità, sensibilità interculturale, capacità di costruire e gestire reti relazionali.

La norma prevede anche modalità di valutazione delle competenze attraverso percorsi di certificazione professionale. Per chi opera nel campo o per chi sta strutturando percorsi di sviluppo professionale, è riferimento utile.

Per le imprese, l'esistenza della norma offre uno standard oggettivo per valutare la qualificazione di figure professionali — interne o esterne — che operano in queste aree.

I modelli organizzativi delle imprese italiane

Le imprese italiane hanno sviluppato negli anni diversi modelli organizzativi per coprire le funzioni Exim. Vale la pena articolarli senza giudizio di valore — sono modelli diversi adatti a situazioni diverse.

Figura interna dedicata. Imprese di dimensione significativa o con volumi di export consistenti hanno tipicamente una figura interna dedicata, eventualmente strutturata come ufficio export. È modello che permette gestione integrata e capitalizzazione delle competenze nel tempo, e che diventa sostenibile quando i volumi giustificano l'investimento.

Distribuzione tra figure interne esistenti. Molte PMI italiane distribuiscono le funzioni Exim tra figure diverse — l'imprenditore o il direttore commerciale per le decisioni strategiche e le relazioni con i partner principali, una figura amministrativa per le pratiche doganali e fiscali, il commercialista per la consulenza fiscale internazionale, lo spedizioniere per la logistica. È modello che funziona quando le diverse figure coordinano efficacemente le loro responsabilità e quando il volume non eccede la capacità di gestione integrata.

Temporary Export Manager. Una formula che si è progressivamente affermata in Italia è il Temporary Export Manager — un professionista qualificato che lavora per l'impresa a tempo parziale, in genere uno o due giorni alla settimana, per periodi che possono andare da pochi mesi a alcuni anni. È formula spesso supportata da contributi pubblici (Regioni, Camere di Commercio, ICE) che riducono il costo per le imprese. Permette accesso a competenze senior senza l'impegno di un'assunzione full-time.

Consulenza esterna specializzata. Studi di consulenza specializzati in export management offrono servizi a tariffa proporzionata al volume di lavoro effettivo. Combinano in genere competenze doganali, fiscali, contrattuali, di analisi di mercato. Per imprese che operano su pochi mercati con volumi contenuti, può essere soluzione efficace.

Partnership con spedizionieri "completi". Alcuni spedizionieri hanno sviluppato competenze che vanno oltre la mera logistica — gestione doganale strutturata, supporto contrattuale, eventuale consulenza su mercati specifici. Per le imprese che lavorano in partnership stretta con uno spedizioniere di questo tipo, parte delle funzioni Exim può essere coperta attraverso questa relazione.

Modelli combinati. Molte imprese italiane usano combinazioni di queste opzioni — eventuale figura interna part-time per il coordinamento, consulenti esterni specializzati per aree tecniche specifiche, partnership operative con spedizionieri qualificati. È spesso la soluzione realistica per imprese in fase di crescita internazionale.

Ognuno di questi modelli ha vantaggi e limiti specifici. La scelta dipende da diversi fattori: dimensione dell'impresa, volumi di export attuali e previsti, numero di mercati presidiati, complessità dei prodotti e dei settori, disponibilità di figure interne con potenziale di crescita verso ruoli Exim, accesso a consulenti e partner qualificati.

Cosa la norma UNI segnala alle imprese

Indipendentemente dal modello organizzativo scelto, l'esistenza della norma UNI segnala alle imprese alcune dimensioni di cui può essere utile avere consapevolezza.

L'Exim è disciplina professionale articolata. Le competenze richieste sono multidisciplinari e specifiche, codificate in standard professionali riconosciuti. Riconoscere che si tratta di disciplina con corpo di conoscenza proprio aiuta nelle decisioni di selezione delle figure (interne o esterne) che operano in questa area.

Le qualifiche sono valutabili oggettivamente. Per chi sta selezionando una figura Exim — sia come dipendente, sia come consulente esterno, sia come Temporary Export Manager — la norma UNI fornisce criteri oggettivi per valutare la qualificazione. Le certificazioni professionali secondo norma sono riferimento concreto.

La formazione strutturata esiste. Per le imprese che vogliono sviluppare figure interne, esistono percorsi formativi specifici allineati ai requisiti UNI. Camere di Commercio, associazioni di categoria, business school offrono programmi qualificati. Per imprese in fase di costruzione delle proprie capacità Exim, è risorsa concreta.

Le aree di rischio sono identificate. La norma articola le competenze richieste anche identificando implicitamente le aree dove le carenze producono rischi — conformità doganale, fiscalità internazionale, gestione contrattuale, gestione del rischio cambio. Per le imprese, è utile mappa per valutare dove eventuali gap di competenza interna meritino attenzione prioritaria.

Gli strumenti AI come amplificatore delle capacità Exim

Una trasformazione recente con implicazioni rilevanti è la disponibilità di strumenti AI che amplificano le capacità di gestione delle funzioni Exim. Per le PMI italiane, questo significa che livelli di sofisticazione che fino a poco tempo fa richiedevano team più strutturati sono oggi accessibili con investimenti sostenibili.

Le aree dove l'impatto è particolarmente rilevante includono diverse dimensioni.

Analisi di mercato accessibile. Costruire briefing dettagliati sui mercati target — dimensione del segmento, dinamiche competitive, normative specifiche, opportunità emergenti — è oggi attività che con strumenti AI richiede una frazione del tempo che richiedeva in passato.

Monitoraggio normativo continuativo. Mantenere consapevolezza dell'evoluzione del quadro normativo nei mercati target è attività che gli strumenti AI rendono più sostenibile come monitoraggio strutturato.

Classificazione doganale assistita. Sistemi che supportano la classificazione doganale dei prodotti analizzando descrizioni e caratteristiche tecniche.

Gestione della documentazione internazionale. Strumenti che producono documentazione doganale conforme e verificano coerenza tra documenti diversi.

Traduzione e gestione multilingua. La gestione di documentazione, comunicazioni, contratti in lingue diverse è oggi sostenibile con qualità professionale a costi una frazione di quelli del passato.

Supporto alle decisioni strategiche. Strumenti AI possono supportare nell'analisi di scenari di internazionalizzazione, valutazione di mercati alternativi, simulazione di impatti di decisioni specifiche.

Formazione continuativa. L'accesso a contenuti formativi qualificati su Exim — corsi, casi studio, simulazioni, aggiornamenti normativi — è progressivamente democratizzato.

Gli strumenti AI non sostituiscono la figura professionale qualificata ma ne amplificano significativamente le capacità. Una figura Exim — interna o esterna — supportata da strumenti AI può gestire complessità operative che richiederebbero altrimenti team più ampi.


L'Exim Manager è figura professionale strutturata con competenze multidisciplinari codificate dalla norma UNI 11823:2021. Per le imprese italiane che fanno export, le funzioni che questa figura presidia vengono coperte attraverso modelli organizzativi diversi — figura interna dedicata, distribuzione tra figure esistenti, Temporary Export Manager, consulenza esterna specializzata, partnership con spedizionieri qualificati, combinazioni di queste opzioni.

Ognuno di questi modelli ha logica propria, vantaggi specifici, situazioni in cui funziona bene. La scelta dipende dalle caratteristiche specifiche dell'impresa — dimensione, volumi, mercati, complessità, risorse disponibili. L'esistenza della norma UNI offre un riferimento oggettivo per valutare la qualificazione delle figure che operano in queste aree, indipendentemente dal modello scelto.

Per le imprese che stanno valutando come strutturare o evolvere la propria organizzazione Exim, può essere utile considerare quali aree richiedono attenzione prioritaria, quale livello di investimento è sostenibile in funzione della dimensione e dei volumi, quali risorse esterne qualificate sono accessibili nel proprio territorio.